
Le agroenergie sono ottenute dall'uso di fonti rinnovabili provenienti dal settore agricolo. Il termine è stato coniato per definire l'energia prodotta dalle imprese agricole, zootecniche e forestali, oltre che dall'agroindustria. Questi settori costituiscono in Italia una delle più promettenti fonti energetiche rinnovabili (FER), in ragione della disponibilità, sia di grandi quantitativi di biomassa - da cui ottenere energia, calore e biocombustibili -, che di tecnologie mature e affidabili, adottabili dalle imprese. L'utilizzo di agroenergie contribuisce non solo alla diversificazione delle fonti energetiche rinnovabili e alla riduzione delle emissioni di gas climalteranti, ma anche alla promozione di pratiche agricole maggiormente sostenibili, alla chiusura del ciclo in azienda e alla diversificazione dei redditi in agricoltura.
Le modalità con le quali l'agricoltura può dare il proprio contributo sono molteplici, spaziando dalle installazioni di impianti alimentati da FER (fotovoltaico, agri-voltaico, eolico) al riuso di scarti di lavorazione, sottoprodotti e residui derivanti dalle attività produttive, fino alla produzione e trasformazione di coltivazioni dedicate nel rispetto della direttiva RED (Renewable Energy Directive).

Foto ©CIB
La crescita delle agroenergie costituisce uno strumento di prioritaria importanza per traguardare gli obiettivi di decarbonizzazione del Paese e, al tempo stesso, rappresenta un volano per la crescita della nostra economia agroalimentare. Il rafforzamento del ruolo delle imprese agricole lungo tutta la filiera è, quindi, un passaggio necessario per lo sviluppo di un modello di produzione in grado di perseguire contestualmente obiettivi energetici, ambientali ed economici, così da favorire la transizione agro-ecologica del sistema produttivo agricolo, la decarbonizzazione di altri settori (ad es. trasporti e riscaldamento), lo sviluppo dell'economia circolare e il sostegno alla diversificazione nell'economia non food.

Il Piano Strategico Nazionale della Politica Agricola Comune (PAC) 2023-2027 rappresenta una fonte di finanziamento di accompagnamento importante per la promozione delle agroenergie, lo sviluppo di catene di valore e la realizzazione degli obiettivi della bioeconomia in ambito rurale.
La PAC, già nel precedente periodo di programmazione, ha favorito la recente espansione del numero di impianti di digestione anaerobica, contribuendo all'incremento della quota di energie rinnovabili sui consumi energetici nazionali. In particolare, la misura "investimento" ha sostenuto la realizzazione di impianti di digestione per la produzione di energia (elettrica e/o termica) aventi potenza massima pari a 3 Mwt, alimentati da prodotti e sottoprodotti di origine agricola, zootecnica e forestale. Inoltre, la misura "cooperazione" ha promosso, tra gli altri, accordi di foresta e di filiera (bosco-legno), al fine di rafforzarne i mercati locali e incentivare la costituzione di filiere per la gestione delle biomasse, nonché per il loro impiego a fini energetici.
Gli interventi della PAC si coordinano ed integrano le misure previste nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Il Piano Strategico Nazionale della Politica Agricola Comune (PAC) 2023-2027 rappresenta una fonte di finanziamento di accompagnamento importante per la promozione delle agroenergie, lo sviluppo di catene di valore e la realizzazione degli obiettivi della bioeconomia in ambito rurale. Gli interventi della PAC si coordinano ed integrano le misure previste nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Nel dettaglio, il PNRR per le agroenergie prevede un investimento di:



Sezione curata da: Ilaria Falconi e Irene Criscuoli
Responsabile comunicazione digitale: Mario Cariello
Video: Francesco Ambrosini
Gruppo di lavoro: Roberta Sardone, Ilaria Falconi, Irene Criscuoli, Maria Valentina Lasorella, Mario Cariello, Francesco Ambrosini, Roberta Ruberto.