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a cura di Roberta Ciaravino, CREA PB - ReteLeader
Il patto rurale è un'iniziativa prevista nella Comunicazione sulla visione a lungo termine per le zone rurali dell'UE al fine di sviluppare la cooperazione tra i diversi livelli di governance e con gli stakeholder. Si tratta di un processo di governance dal basso e multilivello in cui la Commissione europea agisce in qualità di facilitatore.
Nel mese di dicembre 2024, il gruppo di coordinamento del Patto Rurale (RPCG) ha elaborato una "Dichiarazione sul futuro delle aree rurali", per alimentare il dibattito sul futuro quadro finanziario pluriennale (QFP) e sulle politiche UE in materia di sviluppo rurale. La dichiarazione affronta sei punti chiave:
Il futuro delle zone rurali è una preoccupazione di tutta la nostra società. Le politiche dell'UE dovrebbero garantire che le comunità rurali e i loro abitanti possano contribuire positivamente al futuro dell'Unione in modo equilibrato e sostenibile. Si riafferma l'importanza delle tematiche agricoltura, energia rinnovabile, turismo e digitalizzazione per l'economia dell'UE e per affrontare il cambiamento climatico
Le sfide rurali richiedono risposte urgenti. A fronte di un grave spopolamento e declino economico, si ravvisa la necessità di sviluppare ulteriormente l'innovazione per adattarsi alle transizioni digitali e verdi. Va riconosciuta la peculiarità delle diverse tipologie di zone rurali (es. zone montane, isole, regioni remote e ultraperiferiche e regioni frontaliere), garantendo opportunità diverse e interventi politici mirati, rimuovendo ostacoli burocratici e limiti finanziari
La futura politica di sviluppo rurale deve prendere più seriamente le esigenze delle zone rurali. La politica di sviluppo rurale dovrebbe seguire un approccio politico olistico e integrato, utilizzando anche lo strumento del rural proofing, cioè la valutazione dell'impatto delle politiche attraverso una lente rurale, per renderle mirate alle popolazioni che vivono e lavorano in quelle aree. Inoltre, viene sottolineata l'importanza del metodo su base territoriale, come Leader/CLLD e Smart Village, con sistema plurifondo. Si evidenzia ed enfatizza anche il ruolo delle Reti, già esistenti o create dalle comunità rurali, le quali dovrebbero ricevere finanziamenti ad hoc europei per continuare ad alimentare il dibattito sul futuro.
Il RPCG propone, per il prossimo quadro finanziario pluriennale, che una percentuale obbligatoria (ad esempio, il 30%) di tutti i fondi dell'UE, in particolare i fondi della politica di coesione e della PAC, sia assegnata ad obiettivi di sviluppo rurale che vanno oltre l'agricoltura, con una quota obbligatoria da mantenere per Leader/CLLD e Smart Village. In alternativa, nella dichiarazione si propone l'istituzione di un Fondo dedicato con risorse proprie (Fondo europeo per lo sviluppo rurale), mantenendo la necessaria autonomia, da parte degli Stati membri, di poter stabilire obiettivi specifici che riflettano le diverse esigenze delle zone urbane e rurali.

Trasformare la visione rurale a lungo termine in una strategia concreta e realizzare il modello del patto rurale. L'indicazione è tesa a tradurre la visione di lungo termine dell'UE per le zone rurali, in strategie concrete a livello europeo, nazionale e regionale, da gestire attraverso quadri istituzionali dedicati che garantiscano il coordinamento orizzontale e verticale. Così ad esempio, a livello dell'UE, si propone un'apposita direzione generale dello sviluppo rurale (DG RURAL) che operi cooperando e coordinandosi con le altre direzioni generali competenti (DG AGRI, DG REGIO e altre DG pertinenti).
Sviluppare le capacità locali e creare partecipazione locale. Le comunità rurali, in particolare quelle piccole e con risorse limitate, dovrebbero ricevere supporto tecnico per sviluppare idee di progetto e orientarsi tra le domande di finanziamento: ciò può essere facilitato dai GAL, dalle reti rurali nazionali e dalle reti europee dedicate (comprese le reti di comuni rurali). Nel processo di candidatura dovrebbero essere integrate una maggiore flessibilità e apertura alla sperimentazione, favorendo la partecipazione degli attori locali a progetti di innovazione o transfrontalieri. Si ribadisce inoltre che la semplificazione delle norme finanziarie, mediante l'introduzione di pagamenti basati sui risultati e sistemi di rendicontazione finanziaria semplificati, sono essenziali per sostenere le iniziative guidate dalla comunità.
Migliorare il monitoraggio della spesa dell'UE per le zone rurali. I dati raccolti in fase di monitoraggio, oltre ad essere di tipo quantitativo, potrebbero essere integrati con indicatori qualitativi che colgano i benefici intangibili (es. capitale sociale, coesione della comunità). Inoltre, la raccolta dei dati dovrebbe tenere conto della sostenibilità a lungo termine (ossia dei risultati e dell'impatto oltre la durata dei progetti sostenuti) e tener conto delle specificità dei territori. Per i progetti locali si propone un set standardizzato di indicatori SMART, coerenti con i progetti e facilmente misurabili.