
I sistemi agrosilvopastorali (o agroforestali) rappresentano sempre di più un tema di estrema attualità nelle politiche di sviluppo rurale, adattamento e mitigazione al cambiamento climatico, in quanto possono soddisfare necessità produttive in ambito agricolo, pascolivo e silvicolturale, rispondendo positivamente alle esigenze di sostenibilità ambientale.
Detti sistemi sono quelli che adottano sulla medesima superficie la consociazione di attività diverse: agricola, pascoliva e silvicolturale. In particolare, le tipologie sono descritte di seguito:
- Sistemi silvopastorali, in cui convivono allevamento e arboricoltura (da legno o frutto) nella stessa area;
- Sistemi silvoarabili, in cui sono integrate specie arboree (da legno, da frutto o altro prodotto) e specie erbacee colturali;
- Sistemi lineari, in cui siepi, frangivento e fasce tampone ai bordi dei campi, svolgono una funzione di tutela per gli agro-ecosistemi, di difesa per le superfici agricole;
- Fasce ripariali, in cui specie arboree e arbustive sono messe agli argini dei corsi d'acqua, per proteggerli da degrado, erosione ed inquinamento;
- Impianti per produzioni forestali legnose e non legnose, in cui sono coltivati prodotti non legnosi in genere nella foresta.
Nella tradizione italiana questi sono stati per secoli una componente prevalente del mosaico paesaggistico agrario, con specificità locali legate alle tradizioni colturali che ne hanno definito la tipologia della composizione e la dimensione della consociazione. Dal secolo scorso la loro presenza sul territorio si è fortemente ridotta, con conseguente perdita di diversità paesaggistica, colturale e biologica.
Oggi vengono riconosciuti non solo come sistemi colturali alternativi alle coltivazioni estensive, ma anche come strumenti efficaci soprattutto per la diversificazione produttiva, la lotta al riscaldamento globale e all'erosione, la salvaguardia della biodiversità e della fertilità del suolo.
Per questo motivo, dal 2007 la Politica Agricola Comune (PAC) sostiene l'impianto dei sistemi agroforestali su superfici agricole o forestali con finanziamenti specifici previsti nell'ambito della Politica di sviluppo rurale (PSR).
Il sostegno europeo però ha avuto, e ha tutt'ora, scarso seguito nelle Regioni italiane e motivi sono molteplici e complessi. Il Centro Politiche e Bioeconomia del CREA ha deciso di indagarli, al fine di meglio indirizzare le politiche presenti e future del nostro paese in merito a questo settore.
Pagina a cura di Rosa Rivieccio e Raoul Romano
L'obiettivo di questa indagine è approfondire lo stato e l'evoluzione dei sistemi agroforestali in Italia in relazione agli incentivi europei esistenti. In particolare, si mira alla conoscenza dei molteplici e complessi motivi per cui vi è una limitata attenzione a queste possibilità di finanziamento e alla tematica in generale, al fine di meglio indirizzare le politiche presenti e future del nostro paese in merito a questo settore strategico per le politiche europee.
L'indagine è rivolta a tutti i portatori di interesse, ossia da un lato ai funzionari delle Amministrazioni che gestiscono gli interventi cofinanziati dai fondi UE, dall'altro lato ai potenziali beneficiari, gli agricoltori.
A tale scopo diffondiamo e chiediamo di rispondere a un questionario esplorativo, la cui compilazione richiede circa 10 minuti, ringraziando in anticipo per la disponibilità.
Partecipa all'indagine compilando uno dei seguenti Form:

CREA PB, Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l'Analisi dell'Economia Agraria, Centro Politiche e Bioeconomia, Via Ardeatina 546, 00178 - Roma.
Rosa Rivieccio: rosa.rivieccio@crea.gov.it
Raoul Romano: raoul.romano@crea.gov.it