
Il documento propone un quadro metodologico per la definizione di regioni eco-genetiche a supporto della gestione delle Regioni di Provenienza e dei Materiali Forestali di Moltiplicazione (MFM), senza modificare l'attuale assetto normativo. L'approccio integra distribuzione reale delle specie, dati climatici, informazioni ecologiche e conoscenze genetiche mediante procedure statistiche e strumenti GIS.
Il metodo è unitario ma flessibile e specie-specifico: il peso delle diverse fonti informative varia in funzione della biologia, della distribuzione e delle conoscenze disponibili. La metodologia utilizza i dati dell'Inventario Forestale Nazionale come riferimento per la distribuzione delle popolazioni, integrandoli con variabili climatiche e, quando necessario, con informazioni sul paesaggio forestale.
Il workflow prevede la caratterizzazione ecologica delle popolazioni, la formulazione di ipotesi di regionalizzazione, la loro validazione statistica e l'interpretazione alla luce delle conoscenze genetiche e biogeografiche. Le regioni finali devono risultare ecologicamente omogenee, statisticamente robuste e biologicamente plausibili.
L'approccio è stato applicato a quattro specie modello: leccio, abete bianco, faggio e ciliegio selvatico. Nel leccio e nell'abete bianco assume particolare importanza la struttura filogeografica; nel faggio hanno maggiore peso i gradienti climatici; nel ciliegio selvatico è rilevante anche il contesto del paesaggio forestale.
Le regioni eco-genetiche possono supportare la scelta dei Materiali di Base, la raccolta del materiale di propagazione e la programmazione vivaistica. Il metodo è concepito come una struttura aperta, aggiornabile con nuove conoscenze ed estendibile ad altre specie, anche per affrontare le esigenze poste dal cambiamento climatico e dalla futura scelta delle provenienze.
Progetto realizzato con il contributo del FEASR (Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale)nell'ambito delle attività previste dal Programma Rete Nazionale della PAC 2025-2027 CR 04.11