1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu di sezione
 
 

Contenuto della pagina

Forum Forum - Consulenza

Discussione: Il miraggio dell'innovazione ?

<< <
> >>
Autore Messaggio
Stefano Barbieri

Domenica 18/07/10 18:04

Il miraggio dell'innovazione ?

Nell'ultimo editoriale dell'Informatore agrario, Roberto Esposti (Università Politecnica delle Marche) affronta il tema della innovazione e del trasferimento tecnologico in agricoltura. Lo affronta in modo sicuramente stimolante, ma non ne condivido il pessimismo che lo pervade fin dal titolo.
Due considerazioni.
La politica dell'innovazione e della conoscenza è di per sé trasversale e quindi credo che non sia essenziale porsi il problema di quali debbano essere le priorità su cui concentrare tale innovazione: le indicazioni dell'heart-chech e le 4 sfide mi sembrano già abbastanza chiare; semmai potremmo discutere su quali non debbano essere le priorità e tra queste (e soprattutto in Italia) vedo gli obiettivi della quantità e della produttività proprie delle agricolture dei grandi spazi e dei bassi costi.
Chiedersi se sia importante avere un unico modello di sistema istituzionale per l'innovazione e il trasferimento della conoscenza è forse una inutile perdita di tempo. Non perché vada bene quello attuale (che per l'appunto non esiste), ma proprio perché le agricolture anche all'interno dell'Europa (e anche dell'Italia) sono diverse. Non si tratta di ricercare architetture istituzionali più o meno definite, quanto favorire un sistema a rete. Una rete di rapporti e legami multi o bilaterali (anche tra istituzioni e/o progetti diversi), basato sulla evidenziazione e valorizzazione delle "buone pratiche" (e del loro valore per l'appunto "esemplificativo"), un sistema che faccia leva anche sulle potenzialità della rete intesa come web 2.0.
Credo che se il "dopo 2013" si fonderà sulle politiche dell'innovazionee del trasferimento tecnologico, con le dovute risorse e con gli strumenti di facilitazione adeguati (anche e soprattutto quelli a basso costo come quelli della rete) potremo guardare con maggior fiducia al futuro dell'agricoltura europea.

Anna Vagnozzi

Giovedì 29/07/10 11:42

Re: Il miraggio dell'innovazione ?

Concordo con Barbieri, non credo sia necessario dare alla ricerca europea i medesimi obiettivi di studio (per quanto in termini generali esistono già, ad esempio nei Programmi Quadro, nei Foresight ecc) e costruire un sistema istituzionale unico per ricerca e trasferimento tecnologico per rendere operativa la strategia di Lisbona, di recente ripresa e rilanciata. La risposta alle problematiche delle diverse tipologie di agricoltura e la metafora della rete sono le metodologie e gli strumenti più efficaci a rispondere alla necessità di innovazione dell'agricoltura europea. Tuttavia, non posso non concordare con Esposti circa la sostanziale inefficacia di quanto messo in campo finora dall'UE che nei documenti di ampio respiro ha un approccio estremamente avanzato che poi viene ridimensionato dagli strumenti normativi e finanziari messi in campo che risentono del fiato corto della politica (la quale cerca sempre di mantenere lo status quo e le garanzie già ottenute).
Se pensiamo allo sviluppo rurale le Misure 114 e 124 sono ben poca cosa rispetto agli obiettivi ambiziosi di Lisbona. Anche Europa 2020 dà alla conoscenza e all'innovazione una grande importanza e propone alcuni strumenti operativi facendo chiaro riferimento al fondo per lo sviluppo rurale. L'ultima versione del Position paper italiano sulle politiche di sviluppo rurale post 2013 riporta uno specifico paragrafo sull'argomento. Si riuscirà a rendere operativi gli obiettivi, questa volta?
Questi argomenti potrebbero essere al centro del dibattito nel convegno finale del ciclo promosso dalla Rete (febbraio 2011), proviamo a cercare per allora gli interlocutori giusti.

Fabio M. Santucci

Sabato 31/07/10 19:30

Re: Il miraggio dell'innovazione ?

Purtroppo non sono in Facoltà e non ho letto l'editoriale di Esposti cui fa riferimento Barbieri. Mi innesto sul discorso della necessità di innovazione e sulla sua genesi e diffusione. E' indubbio che se guardiamo la situazione italiana, da n anni a oggi, il sistema (o i sistemi) non sono stati in grado di generare molta innovazione. Almeno a livello di tecnologie. Le agricolture italiane si sono adattate, grazie alla creatività ed alla fantasia di molti, sia nella produzioni primarie, che nel processing, spesso cmq in collaborazione con spezzoni della ricerca. Torno a ripetere quanto detto n volte: abbiamo troppi istituti di ricerca (CNR - CRA), troppe facoltà di agraria, che ahimé hanno budget operativi sempre più striminziti. Occorrerebbe quindi una riforma strutturale vera, che a questo punto ritengo oramai impossibile. E bisognerebbe mutare le procedure di allocazione delle risorse, ancora ferruginose e certamente ammodernabili. Circa poi la politica della UE, certo bisogna spingere per più risorse, sia per la ricerca applicata, la consulenza, l'animazione, etc., ma lo stesso va richiesto allo Stato ed alle Regioni. Quando vedo programmi di "ricerca di base" dalla durata di 12 mesi, finanziati con 15 o 20.000 euro, mi chiedo se chi gestisce queste risorse sa veramente cosa sia la ricerca... saluti

<< <
> >>