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Forum Forum - Consulenza

Discussione: la consulenza per l'agricoltura di montagna

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Autore Messaggio
massimo rabai

Martedì 04/05/10 10:11

la consulenza per l'agricoltura di montagna

Il Sistema di Consulenza Aziendale istituito dal Reg. CE 1782/03,
confermato e ampliato dal Reg. CE 1698/05, di fatto esclude da questo
servizio le piccole aziende che, in stragrande maggioranza, sono quelle di
montagna, localizzate per lo più in quota, con conduttore generalmente
anziano e insufficienti dotazioni strutturali. Per questa tipologia di
impresa, alla quale oggi si attribuidscono essenzialmente funzioni di
presidio e valorizzazione del territorio e della cultura locale, dove la
storica e tradizionale funzione economico-produttiva passa in subordine,
appare decisamente improprio parlare di miglioramento della competitività e
dell'efficienza della gestione aziendale, che costituisce l'ambito di
intervento qualificante del Sistema di Consulenza Aziendale.
L'agricoltore di montagna, per una questione di dignità, è e deve rimanere
un imprenditore al quale vengono anche affidati servizi di interesse
collettivo, ma egli deve ricavare il suo reddito da una multifunzionalità
operativa, costituita dall'attività produttiva, dagli interventi di
manutenzione e tutela dell'ambiente e del paesaggio, dall'azione di
salvaguardiadelle tradizioni storico-culturali.
Il servizio di assistenza tecnica alle aziende di montagna (si badi non di
consulenza), dovrebbe fondarsi sui seguenti criteri:
essere il punto di riferimento per tutte le problematiche aziendali di
carattere tecnico
avere carattere di continuità e di spiccata capacità di relazione umana
da parte del tecnico
pur rimanendo l'azienda il luogo privilegiato ove svolgere il servizio,
l'azione del tecnico deve abbracciare i sistemi (l'alpeggio, la
latteria, la cooperativa) favorendo così ricadute a livello più ampio
della singola unità produttiva
fornire ai tecnici una formazione specifica nel campo della
comunicazione, della cultura contadino-montanara e delle materie
tecniche inerenti la multifunzionalità e tra queste, in modo
particolare, il pastoralismo, l'ecologia e la bioingegneria ambientale
Il Sistema di Consulenza Aziendale, sia per finalità e contenuti che per
l'obbligo della compartecipazioe finanziaria da parte dell'utenza (in
montagna è già difficile offrirla gratis l'assistenza), non è pertanto lo
strumento adatto a sostenere l'agricoltura di montagna, la cui
sopravvivenza è invece fondamentale per contrastare efficacemente lo
spopolamento di queste aree e il conseguente abbandono e degrado del
territorio.
Come rete interregionale dei servizi credo che ci si debba porre questo
problema, iniziando a verificare se qualche regione si è attivata su
questo fronte, ma soprattutto cercando di definire una proposta di
intervento.

Stefano Barbieri

Martedì 11/05/10 11:54

Re: la consulenza per l'agricoltura di montagna

Condivido le osservazioni esposte da Rabai circa la peculiarità dell'azione dei Servizi in area montana e la difficoltà ad usare gli strumenti normativi dello SCA da mis 114. Il rischio che vedo nell'evidenziare tale specificità è però il perpetrarsi di un approccio "assistenziale" che colloca il ruolo dell'agricoltura in montagna come puro servizio pubblico. Su questo inviterei a riflettere altrimenti non ne usciamo. Anche in aree montane (pur con tutte le agevolazioni e i giusti supporti pubblici del caso, chi vive in montagna sono per me degli "eroi") possono e devono svilupparsi attività "economiche" e "imprenditoriali" (nella scia di quello che Rabai definiva "multifunzionalità operativa"), altrimenti davvero restano solo vecchi assistiti e i giovani se ne vanno. Quindi non disdegniamo il termine "consulenza" anche in area montana.

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