Gli impianti di biogas, in Italia, sono alimentati da oltre 40 milioni di tonnellate di biomasse agricole trattate (circa il 60% da effluenti zootecnici, il 30% da colture dedicate e il 10% da sottoprodotti agroindustriali) e producono circa 2.2 miliardi di m3 standard di biometano e circa 3 milioni di tonnellate di digestato (fonte CIB).

In Italia, la maggior parte degli impianti prevede un'alimentazione in codigestione (mix di materia organica all'ingresso dell'impianto, ovvero effluenti insieme alle colture dedicate e agli scarti), mentre quelli aventi una dieta monotipo (materia in ingresso costituita da soli effluenti o sole colture) sono poco diffusi. La codigestione garantisce la gestione integrata delle risorse, l'incremento della produttività e la compensazione delle fluttuazioni di massa stagionali. Quest'ultimo aspetto è rilevante in quanto evitando i sovraccarichi e la mancanza degli apporti di sostanza organica nell'impianto rende il processo di digestione anaerobica costante e stabile.