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Valorizzazione degli "scarti" agricoli in un'ottica di economia e bioeconomia circolare

Online, 16 aprile 2026

locandina evento
 

La Commissione europea, con il Piano Clean Industrial Deal volto ad accelerare la transizione ecologica dell'industria e a integrare i temi della decarbonizzazione e della reindustrializzazione, ha evidenziato il ruolo strategico della bioeconomia nel garantire un sistema economico e produttivo competitivo e sostenibile.

La Strategia sulla bioeconomia sostenibile per l'Europa - "Un quadro strategico per una bioeconomia europea competitiva e sostenibile", adottata lo scorso novembre dalla Commissione europea, ha l'intento sia di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e dalle importazioni, che di promuovere la competitività industriale, la circolarità dei prodotti e una bioeconomia sostenibile entro il 2040 in grado di garantire la neutralità e la resilienza climatica, la protezione e il ripristino della biodiversità e degli ecosistemi, il miglioramento della qualità dell'aria, l'efficienza delle risorse e la sicurezza alimentare.
Una scelta strategica anche per ridurre la dipendenza dell'UE da materie prime critiche, come minerali e metalli oggi sempre più scarsi.
La Strategia UE - che aggiorna la visione del 2012 e le revisioni del 2018 e 2022 - è attualmente sottoposta ad un processo normativo emendativo al fine di adottare ulteriori interventi, tra cui quello concernente l'impiego dei rifiuti solidi urbani per la produzione di bioprodotti, biomateriali e biofertilizzanti.
L'obiettivo è chiaro: rafforzare la domanda e l'offerta di prodotti bio-based creando un mercato competitivo, circolare e sostenibile.

Esempi concreti:

  • sottoprodotti e residui agricoli che alimentano filiere agroenergetiche,
  • bio-prodotti dei processi adoperati come fertilizzanti agricoli (ad es. struvite),
  • rifiuti solidi urbani come matrice di ingresso negli impianti al fine di originare digestato da rifiuto o bioprodotti,
  • la combinazione di varie matrici organiche (ad es. digestato e compost, digestato e alghe, digestato e biochar) al fine di sostenere la ricerca applicata e di sviluppare soluzioni innovative.
 

Lo sviluppo della bioeconomia deve basarsi su un approvvigionamento sostenibile della biomassa connessa alle caratteristiche territoriali, rispettoso di suoli, acqua, foreste ed ecosistemi.
Per questo sarà cruciale valorizzare la biomassa secondaria: residui agricoli, sottoprodotti e rifiuti organici e/o solidi urbani. 

La finalità del focus group, organizzato nell'ambito del Programma Rete Nazionale della PAC 2025-2027 - Progetto CR 03.04, è quella di analizzare i punti di forza e debolezza della filiera di digestione anaerobica (ad es. la tipologia di matrici in ingresso all'impianto come la FORSU per la produzione di bioenergia, l'impiego dei sottoprodotti derivanti in campo agronomico come digestato, struvite), gli incentivi (alla luce del decreto bollette) e le infrastrutture.


Iscrizioni tramite compilazione del modulo online entro il 15 aprile 2026.


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Progetto realizzato con il contributo del FEASR (Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale) nell'ambito delle attività previste dal Programma Rete Nazionale della PAC 2025-2027.