
Le aree interne del paese presentano peculiarità fortemente differenziate, custodendo importanti risorse ambientali (foreste, pascoli, aree protette), produttive (produzioni agricole e alimentari tipiche, artigiane e tradizionali) e culturali (beni archeologici e museali, edifici storici e centri di mestiere). Alcune presentano interessanti percossi di sviluppo che hanno permesso, attraverso un coinvolgimento attivo delle comunità locali, di trasformare la perifericità in un asset da valorizzare, innescando processi originali di crescita economica e sociale. Processi che sono riusciti a rallentare lo spopolamento e in alcuni casi l'abbandono del territorio. In queste aree il tema della gestione del patrimonio silvopastorale, pubblico e privato, rappresenta uno dei principali limiti per la tutela del territorio, la valorizzazione dei benefici ecosistemici, lo sviluppo socioeconomico e la promozione di altre attività imprenditoriali (turistico-ricreativo, didattico-culturale, sportivo, ecc). La diffusione di differenti forme di aggregazione (consorzi, cooperative, condominio forestale, foresta modello ecc..), tra proprietari, gestori e imprenditori delle filiere forestali, sulla base di innovativi strumenti di pianificazione può garantire una gestione attiva, diffusa e omogenea del territorio, generando servizi pubblici e beni economici diffusi e diversificati.
Quali strumenti di aggregazione e opzioni gestionali possono garantire oggi una gestione diffusa e omogenea del patrimonio forestale valorizzando, quindi, le molteplici funzioni che le foreste offrono?
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