

Giovani, donne, territorio, impresa rurale rappresentano alcuni dei punti focali su cui insiste la nuova politica di sviluppo rurale, che intende promuovere la competitività, con un occhio alla sostenibilità ambientale. Il processo di trasformazione che ha investito il mondo agricolo richiede,
infatti, nuove modalità di osservazione dei cambiamenti in atto e strumenti di intervento pubblico innovativi per gestire la governance di un territorio fortemente articolato al suo interno.
In questo contesto, emerge la necessità di programmi mirati a sostenere l'imprenditorialità giovanile e femminile, la consapevolezza del forte bisogno da parte delle aziende di risorse umane con formazione adeguata a rispondere alle sfide dei nuovi mercati, il bisogno di incentivare l'utilizzo di sistemi di produzione a basso impatto ambientale e la necessità di rispondere alle esigenze dei consumatori, in termini di qualità dei prodotti e sicurezza e di promuovere la diversificazione, favorendo la diffusione di agriturismo e fattorie didattiche e sociali.
Questa sezione raccoglie alcune informazioni pratiche sugli aspetti legislativi e sugli strumenti messi a disposizione a livello comunitario, nazionale, regionale e locale, per l'avvio e lo sviluppo di un'impresa in ambiente rurale.
IDENTIKIT DEL GIOVANE AGRICOLTORE
Il giovane agricoltore italiano è generalmente maschio (anche se la partecipazione femminile è in costante aumento), con una scolarizzazione di livello medio-alto e in genere è dedito a tempo pieno all'attività agricola. Le aziende condotte da giovani risultano più grandi (7,6 Ha rispetto ai 3,8 delle aziende condotte da ultra cinquantenni e contro i 4,5 Ha di dimensione media, grazie anche al ricorso a terreni in affitto 6,6 Ha).
Le aziende condotte da giovani sono quelle che fanno meno ricorso a manodopera extra-familiare e/o salariata, questo a sottolineare le differenze iniziali da affrontare per il giovane agricoltore.
I giovani, inoltre dimostrano una buona propensione alla diversificazione delle attività aziendali. Nel 39% delle aziende infatti, ci sono impianti di lavorazione della produzione; inoltre la presenza di agriturismi, di colture biologiche, allevamenti non tradizionali è prevalente nelle imprese giovanili così come il ricorso ad internet e all'utilizzo della telematica in generale.