

L'orientamento del consumatore verso prodotti ecosostenibili, ha favorito negli ultimi anni, l'adozione di tecniche di produzione alternative, ecologicamente più sicure. Tra queste, la tecnica di produzione integrata si avvale di pratiche agronomiche in grado sia di garantire un minor impatto ambientale, attraverso la riduzione degli apporti chimici di sintesi e il contenimento dei rischi per la salute, sia di valorizzare i prodotti agro-alimentari.
Al fine di coniugare tecniche produttive compatibili con la tutela dell'ambiente naturale ed esigenze tecnico-economiche dei moderni sistemi produttivi, innalzando al contempo il livello di salvaguardia della salute degli operatori e dei consumatori, sono stati definiti criteri generali in materia di tecniche agronomiche, da utilizzare come base di riferimento per la predisposizione dei disciplinari regionali e i relativi piani di controllo. Sono stati inoltre istituiti e resi operativi gli organismi deputati alla definizione della disciplina e al controllo della Produzione Integrata (PI), così come definiti dal DM 2722 del 17 aprile 2008 e cioè il Comitato di produzione integrata, il Gruppo difesa integrata, il Gruppo pratiche agronomiche e il Gruppo tecnico qualità. Il Comitato Produzione Integrata ha approvato le Linee Guida Nazionali di Produzione Integrata 2008 -2009, documento costituito dalle "Linee guida nazionali per la Difesa Integrata" e dai "Principi generali, criteri e linee guida per le Pratiche Agronomiche".
Una definizione
Il Decreto Ministeriale 2722 del 17 aprile 2008 definisce la Produzione Integrata (PI) come:
"sistema di produzione agroalimentare che utilizza tutti i metodi e mezzi produttivi e di difesa dalle avversità delle produzioni agricole, volti a ridurre al minimo l'uso delle sostanze chimiche di sintesi e a razionalizzare la fertilizzazione, nel rispetto dei principi ecologici, economici e tossicologici."