

Un argomento importante come quello della qualità, impone necessariamente definizioni univoche ed esaurienti. Questo per evitare che si faccia confusione e per arginare i tentativi di valorizzare prodotti e servizi con la semplice attribuzione del termine di qualità. Al riguardo, si ritiene opportuno citare la norma UNI EN ISO 8402 che, senza enfasi particolari, definisce la qualità come "l'insieme delle caratteristiche di un prodotto o di un servizio che conferiscono ad esso la capacità di soddisfare esigenze espresse o implicite".
E' logico che se parliamo di caratteristiche espresse, è necessario che queste siano individuabili e valutabili rispetto a degli standard ufficiali (es. disciplinari di produzione), e che le stesse siano verificate da parte di organismi di controllo di parte terza che rilasciano apposita garanzia di conformità (certificazione). Per quanto riguarda le caratteristiche implicite, invece, il riferimento è relativo soprattutto a quei requisiti obbligatori imposti dalle leggi a prescindere dal disciplinare, per garantire aspetti quali possono essere quelli legati alla sicurezza alimentare.
Le attività atte a garantire i requisiti qualitativi dei prodotti o servizi vengono organizzate nell'ambito dei "sistemi di qualità". Tra questi ultimi, istituiti sia con norme cogenti che con quelle di natura volontaria, presto comparirà anche il sistema di qualità nazionale di produzione integrata SQNPI.