
È stata pubblicata l'ultima "Relazione annuale" della Commissione Europea sulla tutela degli interessi finanziari dell'U.E., relativa all'anno 2009.
L'analisi dei dati statistici evidenzia, ancora una volta, l'elevata capacità di contrasto alle frodi da parte dell'Italia che, nel 2009, ha segnalato ben 1500 casi di irregolarità/frode e ciò in assoluta e leale aderenza al cd "principio di assimilazione" (ex art. 325, TFUE), in base al quale, come noto, gli Stati Membri devono adottare, per la tutela degli interessi finanziari dell'U.E., le stesse misure assunte per la tutela delle risorse nazionali.
L'Italia ha ottenuto plurimi e pubblici riconoscimenti dal Vertice dell'OLAF (Ufficio europeo lotta antifrode) che attribuisce, ormai, al nostro Paese il ruolo di vero e proprio leader, in Europa, in tema di prevenzione e lotta al fenomeno.
Si tratta, a ben vedere, di un risultato storico dal grandissimo valore simbolico, che ha determinato una decisa inversione di tendenza e ribaltato la preesistente concezione che vedeva troppo spesso attribuita all'Italia la maglia "nera" di Paese di "frodatori".
L'Italia ha, pertanto, assunto un nuovo ruolo sulla scena europea, quale Paese che, con maggior vigore, maggiori strumenti normativi, maggior numero di mezzi e più spiccata professionalità investigativa, combatte la criminalità finanziaria internazionale.
Proprio per questo, l'Italia ha già messo a disposizione della Commissione europea e dell'OLAF il proprio modello organizzativo d'eccellenza, anche al fine di contribuire a rendere omogenea, in tutto il territorio dell'U.E., l'azione di contrasto alle frodi.