

Nel territorio abruzzese oltre ai danni materiali è venuto meno il mercato del consumo. Per questa ragione i comuni del territorio aquilano non sono i soli a trovarsi in difficoltà e le aziende che si trovano nei comuni non direttamente interessati dal terremoto, versano in grave crisi. Per ricostruire la catena della commercializzazione occorre riprendere ad alimentarsi con i prodotti locali e offrire occasioni di vendita e acquisto dei prodotti anche in altri ambiti, andando oltre il confine dell'Abruzzo. Sostenere i produttori, in un epoca in cui si parla di governance globale, significa anche disegnare una nuova architettura rurale basata su interconnessioni tra i vari gruppi di azione locale, nei rapporti commerciali e comunicativi, creando reti di distribuzione dei prodotti.
Perché comprare i prodotti abruzzesi? E' un territorio punteggiato di montagne, con un sorprendente fiorire di attività agricole e molto ricco di produzioni locali di eccellenza, che vanta ben 5 D.O.P., per l'olio di oliva (rispettivamente Colline teatine, Aprutino Pescarese e Pretuziano delle Colline Tramane ), per lo zafferano dell'Aquila, per i salamini alla cacciatora e per l'oliva ascolana del Piceno. A queste si aggiungono l'I.G.P. per il Vitellone bianco dell'Appennino centrale e per la Carota dell'Altopiano del Fucino. Di notevole pregio anche i vini con 10 igt, 3 doc (Terre Tollesi, Trebbiano d'Abruzzo, Montepulciano d'Abruzzo) e 1 docg (Montepulciano d'Abruzzo Colline Tramane).
In considerazione di questi aspetti, la Rete rurale nazionale intende mettere a punto un sistema di comunicazione, atto a creare una rete di contatti sia tra i GAL attivi sul territorio nazionale, sia con altri attori del mondo rurale (es. fattorie sociali, gruppi di acquisto, ecc.), per stimolare iniziative di solidarietà, mirate a favorire la valorizzazione e la commercializzazione dei prodotti locali.