
L'incontro organizzato dalla Rete Rurale Europea a Bruxelles il 30 e 31 marzo scorso è stato un' occasione importante poiché, come evidenziato da Marianna Fischer Boel, Commissaria europea per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, "la mancanza di fondi allo sviluppo rurale non è un ostacolo, ma la mancanza di idee sì.
Confrontarsi e ragionare sui problemi e sulle soluzioni - ha continuato la commissaria nel suo discorso introduttivo - rappresenta l'obiettivo principale di questo seminario e ci permetterà di osservare con occhio critico quanto fatto finora e quanto ancora c'è da fare".
La Fischer Boel ha sottolineato il ruolo della Rete Rurale nel sostenere e promuovere politiche di sviluppo rurale grazie alla sua capacità di coinvolgere un partenariato vasto e diversificato dal quale attingere idee ed energie.
Nella mattina si sono susseguiti numerosi interventi che hanno stimolato una platea già molto recettiva e attenta, pronta a raccogliere sollecitazioni ed esperienze.
L'intervento di Harald Katzmair, esperto di valutazioni di Reti, ha posto l'attenzione sul ruolo fondamentale della fiducia nel permettere la trasmissione di idee e nel facilitare il confronto di esperienze, senza le quali si entra in una spirale di incertezza diffusa che porta alla comparsa dei wicked problem, i cosiddetti problemi malvagi. Le reti eccellenti sono quelle che permettono la fluidità nello scambio di idee e che formano "triangoli di rapporti" grazie alla fiducia reciproca degli attori in campo, la conoscenza dei bisogni di tutti e un progetto comune. Oltre alla fiducia, ha aggiunto Katzmair, servono anche infrastrutture di sostegno a coloro i quali vogliono entrare in contatto e una figura di riferimento con ruolo di coordinatore delle diverse azioni.
Martin Law, rappresentante del Contact Point della Rete Rurale, ha illustrato i risultati del questionario trasmesso in via preliminare a tutti gli Stati Membri e le nuove sfide che, a breve, medio e lungo periodo, la Rete Rurale Europea deve affrontare per fare fronte alle necessità evidenziate dai Paesi Membri. In particolare, nel breve periodo sarà necessario concentrare gli sforzi per fornire strumenti per l'integrazione degli stakeholders e per definire le linee guida per l'individuazione delle buone pratiche, in modo da permetterne la diffusione su tutto il territorio europeo. Nel lungo periodo lo sforzo maggiore dovrà essere volto a ottenere una Rete efficiente, a capitalizzare le esperienze e a diffondere in maniera efficace le conoscenze acquisite attraverso il sostegno alle singole reti e l'integrazione tra le stesse.
Hanno poi preso la parola Michel Ehrhart, del Ministero dell'agricoltura Francese e Jan Swoboda esponente della Rete Rurale Tedesca, per illustrare il funzionamento delle reti nazionali e approfondire gli aspetti vincenti delle loro esperienze nazionali. L'esponente tedesco ha sottolineato la necessità della trasparenza nella politica di sviluppo rurale e dell'uguaglianza di trattamento di tutti gli attori per rappresentarne legittimamente gli interessi.
L'intervento successivo è stato quello di un esponente di Euromontana, organizzazione agricola a livello europeo, Andrè Marcon, che ha riportato l'esperienza della sua realtà. Il metodo di lavoro di Euromontana è il coinvolgimento dei vari attori, la diffusone delle informazioni e la gestione dei rapporti con la massima trasparenza e semplicità.
Michel Guglielmini, rappresentante della Rete delle Regioni Alpine (Rhone -Alpes), ha posto l'accento sulla legittimità dell'esistenza della Rete Europea, sottolineandone l'aspetto più caratterizzante, quello cioè di stimolare il confronto fra persone per giungere a una visione condivisa dello Sviluppo Rurale. La messa in Rete delle buone pratiche serve a evitare la ridondanza tra i diversi Paesi, il rischio cioè che una stessa tematica venga trattata in differentemente tra le nazioni.
Ha chiuso i lavori della mattina il Direttore della DG AGRI della Commissione Europea, Josè Sousa Uva, ribadendo l'importanza della Rete Rurale Europea come veicolo per coordinare lo scambio di esperienze al fine di ottenere una pluralità di soluzioni. "Qualsiasi politica - ha dichiarato Sousa Uva - è in evoluzione e anche la PAC sta cambiando. Ci sono nuove sfide alle quali i PSR si devono adeguare e la Rete vuole contribuire all'adeguamento dei PSR ai nuovi obiettivi della PAC. Al fine di permettere il massimo scambio la struttura della Rete deve essere coordinata e vi deve essere la massima trasparenza.
Nel pomeriggio si sono svolti i workshop paralleli, le cui conclusioni sono state riportate dai rapporteurs la mattina successiva, conclusiva dei lavori. Tra gli aspetti più importanti che sono emersi sono da segnalare:
Workshop A - Quadro strategico per la rete rurale nazionale:
All'interno del workshop sono stati presentanti tre esempi di governance di Reti nazionali molto diversi tra loro perché riferiti a tre Paesi tra loro molto differenti: Italia, Svezia e Paesi Bassi.
Il punto nodale della discussione è stato posto sulla finalità della Rete di creare valore aggiunto. In comune le reti analizzate hanno aspetti quali:
risoluzione dei problemi nell'attuazione dei PSR;
coinvolgimento degli attori in gioco, facendo leva sulle loro reali necessità;
autovalutazione e monitoraggio delle reti;
integrazione ed interazione basate su interventi intersettoriali comuni.
La Rete deve trasformare i vincoli in soluzioni e queste soluzioni devono diventare gli obiettivi stessi della Rete. Molta importanza si è posta sull'integrazione delle politiche e sono state individuate delle priorità tematiche:
mettere insieme gruppi di interesse, ponendo l'attenzione su questioni di natura orizzontale e su reali bisogni;
utilizzare ciò che già esiste;
creare un ambiente di fiducia;
essere ambiziosi;
essere rapidi nelle azioni.
In conclusione, per avere delle Reti strategiche bisogna organizzarsi meglio per essere gli occhi, le orecchie e l'energia del programma.
Workshop B - Strumenti efficaci e di interconnessione tra le reti
Nel corso del pomeriggio sono stati presentanti alcuni progetti di reti che si sono sviluppati grazie allo strumento Leader. Si è trattato di un progetto di cooperazione attuato in Francia, di alcuni progetti Leader Plus sviluppati in Italia e di un progetto, il COPA COGECA che riunisce 76 organizzazioni di 27 Stati Membri.
Inoltre, è stata presentata la Rete Europea sulla Valutazione che, pur prevedendo una propria struttura di coordinamento e un proprio network di esperti, deve essere considerata parte integrante della Rete Rurale Europea. E' stato evidenziato come l'obiettivo di questa Rete sia quello di innalzare le capacità di valutazione all'interno degli Stati membri al fine di migliorare l'utilizzo dei risultati delle valutazione nei processi di programmazione e gestione dei PSR, a livello comunitario e nazionale. La Commissione ha anche sottolineato la proficua collaborazione in essere con la Rete Italiana.
Le esperienze che sono state illustrate hanno sottolineato l'importanza dei seguenti aspetti:
capitalizzare le esperienze passate;
utilizzare validi strumenti di comunicazione ed informazione;
creare rapporti umani fluidi;
creare fiducia;
sensibilizzare il mondo rurale e l'opinione pubblica;
ragionare con una logica territoriale;
costituire gruppi di lavori tematici e reti tematiche;
allargare il partenariato anche a soggetti quali università, giovani, centri di ricerca.
Al fine di coinvolgere maggiormente il mondo rurale gli strumenti che sono emersi nel corso del dibattito sono stati segnalati i seguenti strumenti:
la creazione di gruppi di consulenza strategica;
un approccio umano diretto;
trattare i partner tutti allo stesso livello;
coinvolgere la politica;
dare massima importanza al partenariato.
I lavori del seminario, dopo un acceso e fruttuoso dibattito, sono stati chiusi dal Vice Direttore Generale della DG Agri della Commissione Europea, Loretta Dolmar Marino,che ha ringraziato per le idee e i suggerimenti e per le aspettative che sono state riportate nel corso del Seminario, che stimolano il lavoro di tutti.
Una prima osservazione riportata dalla Marino è l'importanza di darsi delle priorità sia dal punto di vista contenutistico che operativo.
La priorità è di utilizzare la Rete per aumentare l'efficacia della politica di SR sui territori rurali.
Sicuramente l'attuazione delle politiche è fondamentale per verificarne l'utilità e la validità. Le idee, infatti, vengono prodotte dall'esperienza.
La seconda osservazione è che la Rete è una piattaforma che deve essere il più orizzontale possibile per trovare delle soluzioni comuni.
Il modello Leader non viene assolutamente rinnegato, ma deve essere allargato a tutto il mondo rurale.
Bisogna trovare delle soluzioni comuni e atte a giustificare la spesa pubblica. La Dolmar Marino ha ricordato, infatti, l'intervento fatto dalla Corte dei Conti Europea nel corso del seminario di Cipro, di novembre 2008, che poneva l'attenzione proprio sulla necessità di poter giustificare la spesa pubblica in maniera concreta, andando a toccare i bisogni di più basso livello.
Viene anche ribadita l'importanza del Contact Point, che è uno strumento utilissimo per la Rete Europea che in questa maniera riesce a mantenere i contatti con ognuno degli Stati Membri, per conoscere le varie esigenze, i bisogni e per far fronte alle eventuali critiche e alle problematiche in maniera più efficiente.
La capitalizzazione che tanto è stata sperata per le singole reti nazionali, deve essere in primo luogo effettuata a livello di rete europea. Si vuole partire dall'esperienza senza perdere nulla di ciò che è stato fatto.
Ha chiuso il suo discorso ribadendo l'importanza del dialogo e di favorire occasione di incontri tra i vari Stati Membri.